DIURNO E NOTTURNO MUSICALE BY BIO …. L’ANNO CHE MUORE

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Addio, anno che muori,
io ti saluto
con malinconia;
io ti saluto
con il pianto in cuore;

perchè stanotte
tu ti porti via
un pò di me,
un pò del mio passato.
Addio, anno che muori,
addio senza rancore,
anche se stanotte
con te muore
un pò di me,
un pò della mia vita.
AUGURO UNA FELICE FINE( D’ANNO 🙂 🙂 ) A CHI MI VUOL MALE  E UN BUON INIZIO A CHI MI VUOL MALE ,E A CHI MI HA VOLUTO BENE
Santo parisi

notturno musicale by bio …. momenti felici

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Momenti Felici

Ogni attimo, ogni momento
ha la sua voce.
Ascolta la voce dei momenti felici.

Essa è un canto,
una dolce musica che accompagna
la luce, che guida la felicità.
E il canto è troppo vasto
perché le orecchie possano udirlo,
ma l’anima vibra e danza al suo ritmo.

Passa la felicità, allontanata
dalle necessità del mondo.
Ma la sua voce resta,
e il suo canto vibra nell’anima a lungo,
dopo il suo passaggio.

E si tinge di rimpianto,
rigato da una lacrima leggera,
quasi dolce, e calda
come il primo sole della primavera.

La voce della gioia passata
è voce di rimpianto,
è un palpito del cuore
spinto dalla speranza.

diurno musicale by bio…… OSHO…..

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Chi si nasconde nella tenerezza non conosce il fuoco della passione.
Gli incontri avvengono quando arriviamo a un limite,
quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente.

“La capacità di stare soli è la capacità di amare. Potrebbe sembrarti paradossale, ma non lo è. È una verità esistenziale: solo coloro che sono capaci di stare soli sono capaci di amare, di condividere, di arrivare fino all’essenza più intima di una persona: senza possederla e senza diventarne dipendenti, senza ridurla a una cosa e senza dipendere da lei, senza esserne assuefatti.” .

notturno musicale by bio…rumore del piacere

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IL RUMORE DEL PIACERE

Nel regno dei sospiri

sinuosa si muove

la furtiva mano.

Scava nella foresta

d’epidermide infinita peluria,

odo il fruscio

di queste fronde invisibili;

mentre la brezza

del tuo alito caldo

incide del timpano la membrana,

che si lascia violare

dal rumore del piacere,

il cui sibilo si propaga nell’aria,

come un’eco sospesa

tra la terra, il cielo e il mare,

dove dolcemente

ci si lascia naufragare

tra le nostre unite labbra