NELLA RETE DEL RAGNO

 

Urla di piacere

si alternano alle grida di dolore,

sovrapponendosi al sibilo della frusta

che sferza l’aria,

allo schiocco secco sulla nuda pelle.

Il corpo si contorce,

si flette, si inarca,

come se una leva invisibile

lo sollevasse nel punto dove il colpo lo raggiunge.

Oscilla,

in quella posizione instabile in cui

è costretto dalle corde,

ma è l’unico movimento

che gli è concesso dalla fermezza dei nodi.

Non occorre toccare per vedere

che liquidi ed odorosi umori

escono dalla tua intimità,

formando piccoli rivoli

che lentamente scivolano lungo le gambe.

Le ginocchia cominciano a cedere

e solo i polsi sorreggono

quasi totalmente il corpo.

I colpi continuano,

inesorabili, precisi,

disegnando rossi tatuaggi sulla carne.

Basta, basta!! – stai urlando.

E’ la nostra parola convenuta,

per chiedermi di non fermarmi…

Alzo ancora una volta il braccio,

fonte del piacere,

prima dell’epilogo,

in cui saremo un unico corpo.

 

Paulo

6 thoughts on “NELLA RETE DEL RAGNO

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